"La fattoria degli animali" è la parabola di tutte le buone intenzioni di cui è lastricato l'Inferno. Orwell era una persona profondamente disillusa. Diremmo quasi che vedeva il male ovunque, o forse aveva sufficiente lucidità per capire quali erano le mancanze dell'animo umano e quindi prevedere le nefaste conseguenze del suo operato? Questo libro insieme con "1984" non ha certo bisogno di presentazioni, ma per chi ancora non avesse avuto il piacere di leggerlo riassumo in poche parole la trama. In una fattoria, capeggiati dai maiali, gli animali si ribelleranno all'uomo e riusciranno a svincolarne. Ma lentamente gli eventi precipiteranno. I maiali, approfittando della loro vita lunga in confronto a quella di molte altre bestie, distorceranno ad arte il passato e facendo uso della loro ben nota intelligenza si renderanno protagonisti di meschine mistificazioni, sino a capovolgere dalle fondamente l'equilibro che avevano istaurato tanto tempo prima. Il testo ha numerosissimi richiami al comunismo, sia negli avvenimenti sia nel linguaggio di cui fa uso. Molto probabilmente Orwell ci vide lungo a non utilizzare personaggi umani, forse per non incorrere nella censura. Ma anche questo si rivelerà un arma a doppio taglio, perché alla fine fine quei maiali diverranno delle grottesche caricature di esseri umani, con tanto di vestiti e bombetta.
Gli animali della fattoria Manor decidono di ribellarsi al padrone e di instaurare una loro democrazia. I maiali Napoleon e Snowball capeggiano la rivoluzione che però ben presto degenera. Infatti Napoleon, dopo aver bandito Snowball, introduce una nuova costituzione: "Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri". La dittatura e la repressione fanno riappacificare gli animali con gli uomini che ormai non appaiono più agli exrivoluzionari molto diversi da loro.
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Edizione:10
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Anno edizione:2000
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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LuigiAmendola 16 dicembre 2022Una parabola fuori dal tempo
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MiKan 11 dicembre 2022Dovrebbe essere illegale non leggerlo
Corto, intenso, profondo, una bellissima critica e sempre attuale, come anche altri libri di Orwell. Lo leggete anche in meno di due giorni e vi rimarrà dentro per tutta la vita
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Bernardo Grizzaffi 02 marzo 2017
La fattoria degli animali è una metafora che vuol rappresentare tutte le rivoluzioni politiche che si sono trasformate, alla fine, in regime, soprattutto in questo caso Orwell allude alla rivoluzione russa. Orwell racconta questa società dove “l’uomo animale” nasce, cresce, si evolve ed a un certo punto si omologa. Da qui nasce l’obbligo di ribellarsi, e quindi gli animali fanno una rivoluzione cacciando l’uomo e “costruendo” la società dei sogni che alla fine dura poco. Ogni persona viene rappresentata da un animale diverso, abbiamo ad esempio i cani che rappresentano la polizia politica che opprime il popolo, le pecore che sono facilmente manipolabili e credulone o Gondrano (il cavallo) che rappresenta l’uomo umile e lavoratore, ecc... Alla fine prendono la supremazia i maiali con Napoleone (che rappresenta l’astuzia), ed è molto celebre la frase che rispecchia la società attuale: “tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali di altri”! Un libro molto avvincente che fa guardare con occhi diversi la classe dirigenziale ed anche riflettere molto sulla nostra politica contemporanea.
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