Ringrazio sentitamente Massimo Boyer per questa meravigliosa lettura. Ho apprezzato tantissimo leggere la biologia di queste meravigliose e misteriose creature che sono gli squali. Il romanzo ha un'elevata valenza scientifica e la storia raccontata è emozionate e commovente. Consiglio a tutti di leggere questo piccolo capolavoro che sicuramente rende giustizia ad un animale ingiustamente disprezzato perchè non conosciuto, e giudicato solo per le sue assurde apparizioni cinematografiche.
Scilla. Storia di uno squalo bianco
Due storie si incrociano. Scilla, squalo bianco femmina di trentadue anni, intraprende un viaggio dall'Atlantico per partorire nel canale di Sicilia. Per uscire dal Mediterraneo naviga attraverso lo Stretto di Messina e i mari Tirreno e Ligure seminando involontariamente il terrore tra sub, pescatori e bagnanti. Gabriele Vargas, biologo marino e fotografo subacqueo anticonvenzionale, riceve l'incarico di divulgare l'immagine dello squalo presso il grande pubblico, che porta avanti scontrandosi con i pregiudizi e la pessima fama del predatore. Il romanzo racconta in modo semplice ma scientificamente rigoroso la biologia dello squalo bianco e il rischio di estinzione che lo minaccia, portando alla luce aspetti poco conosciuti di questo animale senza snaturarlo e senza cadere nella tentazione antropomorfica, in un difficile equilibrio tra Spielberg e Walt Disney.
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Autore:
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Anno edizione:2013
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FRANCESCA RAPISARDA 22 gennaio 2015
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Massimo Boyer, noto biologo, divulgatore e fotografo, collaboratore fisso di questa rivista, con Scilla dà alle stampe il suo primo romanzo. Si tratta di una storia in cui la biologia marina ha un ruolo preponderante, sia nel protagonista umano che nelle descrizioni del comportamento dello squalo, trasmesse tramite una interessante pseudosoggettiva. In breve la trama: un grande squalo bianco femmina entra in Mediterraneo proveniente dalle coste dell'Africa occidentale, e seguendo la corrente si sposta verso le coste italiane, partorisce nel canale di Sicilia e poi costeggia in senso antiorario i mari Ionio, Tirreno e Ligure sulla via del ritorno a Gibilterra. Le sue apparizioni lungo il percorso seminano il panico tra sub, pescatori e bagnanti. La sua storia si intreccia con quella di Gabriele Vargas, figura molto anticonvenzionale di biologo marino, divulgatore e fotografo (quanto autobiografica?), che si ritrova coinvolto nel ruolo difficile di difensore dell'animale. L'odissea di Scilla, che si svolge lungo un percorso ordinato e millenario, contrasta con gli spostamenti schizoidi di Vargas, che rimbalza dalla Liguria all'Indonesia a Singapore. Altri personaggi collaterali, tutti accomunati da un forte amore per gli abitanti del mare, collaborano a costruire un finale sorprendente, che evito di svelare per non guastare la sorpresa a chi leggerà il romanzo. Nelle citazioni che aprono ogni capitolo l'autore dichiara apertamente chi sono i suoi ispiratori, spaziando da Omero a Melville, da Buzzati a Flanagan, da D'Arrigo a Collodi, e vi lascio scoprire gli altri. Un lavoro i cui protagonisti umani vagano soli, immersi nelle proprie individualità e nel tentativo di stabilire una comunicazione con il resto del mondo naturale, nel caso specifico con lo squalo. Squalo che comunque mantiene la propria diversità e personalità di predatore, in difficile equilibrio tra il mostro assetato di sangue alla Spielberg e il rassicurante bambolotto disneyano. Sullo sfondo aleggia costante la minaccia di estinzione di questi magnifici animali, e la difficoltà nel comunicarla alla nostra specie, unica responsabile del disastro, che ancora percepisce lo squalo come un pericolo da eliminare più che come un patrimonio da proteggere. Una nota stilistica. Lo stile di Boyer è secco, essenziale, senza inutili concessioni agli aggettivi e agli avverbi. Il libro si legge di un fiato.
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