Sky Flesh
Se c'è una componente specifica che fonda "Sky Flesh", è la concentrazione. La musicista e sound designer italiana Marta De Pascalis ha sfoderato i suoi muscoli tecnici in "Sonus Ruinae" del 2020, stratificando vari suoni e processi nel tentativo di toccare il sublime. Al contrario, "Sky Flesh" è un pensiero singolo, composto utilizzando un solo strumento: lo Yamaha CS-60, sintetizzatore analogico uscito nel 1977, pochi anni prima dell'introduzione del protocollo MIDI per contribuire a standardizzare i metodi di produzione. Il MIDI avrebbe cambiato completamente il panorama della musica elettronica, offrendo un livello di controllo a cui De Pascalis rinuncia consapevolmente, preferendo mettere in risalto l'espressività e il timbro, elementi più facilmente associati agli strumenti acustici. L'album arriva mentre gran parte della scena sperimentale più ampia si dedica alla composizione algoritmica e alla modellazione assistita dall'intelligenza artificiale; De Pascalis sceglie invece di lavorare come un organologo, sfruttando la magia mercuriale del CS-60 per suggerire per suggerire verità più profonde sul nostro rapporto in evoluzione con le macchine.
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Artisti:
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Supporto:Vinile LP
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Numero supporti:1
Disco 1
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