È la storia vera di un popolo indigeno canadese, gli Inuit di Ahiarmiut, e della loro tragica deportazione forzata negli anni Cinquanta da parte del governo canadese. Il libro è raccontato con grande sensibilità e fluidità, tanto che si legge d’un fiato nonostante l’argomento pesante. L’ autrice ricostruisce con precisione e partecipazione emotiva le vicende della sua comunità, costretta a lasciare le terre ancestrali per essere trasferita in zone ostili, senza risorse e senza rispetto per le loro tradizioni di caccia e sopravvivenza.😢 Tra i dettagli più importanti ci sono le descrizioni delle usanze, delle credenze spirituali e della vita quotidiana degli Inuit prima della deportazione, e il drammatico impatto di questa politica assimilatrice che ha portato alla fame, alle malattie e alla progressiva estinzione di intere comunità. È doloroso leggere quante tribù, in tante parti del mondo, siano state cancellate o decimate proprio per le mire depredatrici di altre civiltà.☹️ Il libro è un atto di memoria e di resistenza culturale: attraverso la voce dell’autrice emerge la forza di un popolo che, nonostante tutto, cerca di preservare la propria identità e di trasmettere ai giovani le proprie radici.💔 Lo consiglio vivamente a chi è interessato alle storie VERE di popoli INDIGENI, alle tematiche di colonialismo e diritti umani. È una lettura triste ma necessaria, che fa onore alla verità e alla dignità di chi ha subito ingiustizie storiche. Xenia editrice di rivela sempre all’altezza dei libri che acquisto e non mi hai medusa una volta.🔝
Spiriti della notte. La deportazione della tribù Sayisi Denè
Un giorno di agosto del 1956 un aereo da trasporto del Dipartimento degli Affari Indiani atterrò nella patria della tribù nativa Sayisi Dené, isolata dalla società bianca e da sempre dedita a una vita tradizionale incentrata sulla caccia, li caricò e li deportò sulle rive della baia di Hudson. In un colpo solo furono tagliati fuori per sempre dalla loro terra e dalla vita che avevano sempre condotto. Ammassati in una baraccopoli improvvisata caddero in un ciclo di discriminazione razziale, povertà, alcolismo e violenza: un popolo dalla grande tradizione che un tempo cacciava mandrie di caribù e si spostava a piedi per centinaia di chilometri divenne un gruppo di emarginati. Nel 1973 i Sayisi Dené si sono proclamati indipendenti e hanno costituito una nuova comunità: in questo testo la loro storia raccontata con le loro stesse parole.
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Anno edizione:2016
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Valli 02 luglio 2026Deportazioni di popoli indigeni 😢
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