"Gli anni in bianco e nero" è il terzo romanzo di Francesca Giannone, molto bello come gli altri. Questa è una storia di donne: le sorelle Elia, protagoniste del racconto, rimangono nel cuore. Sullo sfondo, la storia politica e sociale italiana,
Gli anni in bianco e nero
Dall'autrice di La Portalettere e Domani, domani.
«Ho sentito dire che ogni storia è il racconto di qualcuno che arriva in un posto o di qualcuno che se ne allontana. Non so se è vero, o perlomeno se lo è sempre. Ho la sensazione che certi racconti comincino e finiscano con chi resta. Tutti gli avvenimenti che mi hanno portato qui, ora, al binario numero tre, narrano di una storia iniziata con quattro ragazze che erano sempre state lì, in un mondo in bianco e nero.»
Nella sartoria della famiglia Elia, il tempo scorre al ritmo lento dell'ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nel Salento degli anni '60, come nel resto d'Italia, le donne devono restare al loro posto. Eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui Ada si rifugia, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di Mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, mentre vede i film di Fellini e Visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa. Così, mentre tutt'intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa Elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. E Mimì filma tutto. Non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un'impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio «normale» eppure pieno di incertezze. Con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. Perché raccontare è resistere. Perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. Perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori.
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Autore:
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Edizione:2
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Anno edizione:2026
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Anna Rita 27 luglio 2026Molto bello
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Francesca 24 luglio 2026Da leggere. Assolutamente.
Questo libro è un gioiellino, uno di quelli che chiudi e ti lascia con un bel gruzzoletto di emozioni. Non si può restare indifferenti di fronte alle sorelle Elia, ognuna di loro colpisce il lettore. Quando l’ho finito ho avuto la tentazione di tornare alla prima pagina e leggerlo di nuovo
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Flo 15 luglio 2026Stupendo
Ho amato questo libro come tutti gli altri della Giannone! Adoro il suo modo di raccontare e trascinarti nelle vicende delle protagoniste. Ha una delicatezza unica ❤️
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