Molta malinconia, tanta ansia. I personaggi si inseguono e si evitano. Sensi di colpa e volontà di controllo. Ho avuto l'impressione che ogni cosa fosse tutto e il contrario di tutto. Si lascia leggere, ma è un romanzo d'altri tempi e per questo mi ha sorpreso percepire tanta ansia nei comportamenti dei protagonisti.
Canne al vento
«Le racconto un aneddoto: mi ricordo che quando ero bambino il libro preferito di mia madre era di Grazia Deledda.» - Amitav Ghosh, intervista di Giulia Mozzato per Wuz
Intorno a "Canne al vento" sopravvive un equivoco che è tempo di sciogliere. In genere, infatti, il titolo porta a insistere sul fatalismo che sarebbe proprio dell’arcaico universo sardo dipinto nel romanzo, umilmente rassegnato ad accettare ciò che riserva la sorte. Ma nella storia delle tre nobili sorelle Pintor, portate sull’orlo della rovina dal ritorno del debole e dissoluto nipote Giacinto, c’è ben di più e ben altro. C’è lo spettro di Lia, la quarta sorella fuggita in continente, che incombe sulla vicenda insieme a quello di don Zame, il patriarca morto in circostanze oscure. Ci sono le sinistre leggende di folletti e fate crudeli che animano gli sfondi selvaggi della Barbagia. C’è l’eterno conflitto fra istinti e convenzioni sociali, che esplode in passioni represse, al limite dell’incesto. Ci sono i sensi di colpa e il desiderio di espiazione, che conducono ai sacrifici più dolorosi. E poi c’è Efix, il servo di casa Pintor, che l’autrice con coraggio innalza a protagonista e motore della vicenda. Vecchio e malato, preda di visioni scatenate dalla malaria e rimorsi insostenibili, Efix non subisce passivamente i colpi del destino; anzi, si spende sino allo sfinimento per raddrizzare le sorti della famiglia Pintor, dimostrando una volontà indomabile che ha poco da invidiare a quella dei coevi superuomini dannunziani. Minuto eppure solenne, enigmatico e trasparente, il “viso olivastro duro come una maschera di bronzo”, Efix rimane uno dei più intensi e indimenticabili personaggi della narrativa italiana del Novecento.
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Autore:
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Anno edizione:2024
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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ChiaraB 03 agosto 2026D'altri tempi
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Maria 22 luglio 2026Capolavoro
La natura è un tutt' uno con l' umanità! "Le canne gemevano come anime in pena". La grande scrittrice entra nell' animo umano con delicatezza, cogliendo tutti i più reconditi aspetti. Il linguaggio è di una bellezza unica. Nelle parole ci sono sentimenti .
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Sfigatta24 28 aprile 2026Bellissimo
Capolavoro che ho letto solo ora dopo aver aspettato molti anni. Bello, scritto magnificamente, storia che lascia il segno, umanità con tutte le sue sfaccettature. Lo consiglio assolutamente.
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