L'illuminismo perduto. L'età d'oro dell'Asia centrale dalla conquista araba a Tamerlano - S. Frederick Starr - copertina
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L'illuminismo perduto. L'età d'oro dell'Asia centrale dalla conquista araba a Tamerlano
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Descrizione

In questo ampio saggio riccamente illustrato, S. Frederick Starr racconta la storia affascinante e in gran parte sconosciuta dell'illuminismo medievale nella Grande Asia centrale.


La vita movimentata in popolose città organizzate e le sorprendenti creazioni di molte importanti personalità nei più svariati campi del sapere vengono collocate dall'autore all'interno di un vivace affresco storico del periodo. Poiché molti scienziati e intellettuali scrissero per lo più in arabo, a lungo sono stati definiti «arabi». In realtà, appartenevano a popolazioni persiane e turche che vivevano nella vasta regione che oggi si estende dal Kazakistan all'Afghanistan e dall'area più orientale dell'Iran fino allo Xinjiang, in Cina. Fu infatti nell'Asia centrale che tra il 750 e il 1150 si diede un nome all'algebra, si calcolò il diametro della Terra con una precisione senza precedenti, si scrissero alcune delle più belle poesie del mondo e libri che sarebbero serviti a definire la medicina europea. Con i soli strumenti della logica, basandosi sui dati dell'osservazione diretta, il persiano Biruni dedusse persino che dovevano esistere altre terre oltre a quelle conosciute, scoprendo in un certo senso l'America cinque secoli prima di Colombo. Raramente nella storia vi fu una simile concentrazione spaziale e temporale di saperi. Non c'è da stupirsi che ciò abbia influenzato la cultura europea dai tempi di Tommaso d'Aquino fino alla Rivoluzione scientifica, e abbia avuto un medesimo, profondo impatto in India e in gran parte dell'Asia. Questa storia culturale e intellettuale dell'Asia centrale inquadra nascita, sviluppo e declino di un periodo cruciale nella storia dell'umanità.

Dettagli

29 novembre 2024
Brossura
9788806264598

Valutazioni e recensioni

  • Stefano
    Alternativo

    Il titolo è d'impatto e l'opera anche. L'illuminismo perduto si pone come obiettivo quello di togliere al lettore quell'idea Occidentalocentrica per cui tutte le scoperte che sono state fatte in ambito scientifico siano dovute ai grandi del pensiero Occidentale (fondamentali anch'essi). Viene fatta una vera e propria mappatura del pensiero e del progresso sia sul piano cronologico sia sul piano della dimensione spaziale, con considerazioni che meritano attenzione per quanto audaci. L'approccio corretto a mio avviso è quello di non avere alcun preconcetto ed essere pronti alla scoperta e all'illuminazione.

  • Sal
    Una rivelazione

    A leggerlo si rimane stupiti per come fossero enormemente avanzate le culture dell'Asia Centrale. Il tutto in un racconto lineare e piacevole da leggere che porta alla conoscenza di noi "barbari" la straordinarietà di una società e di tanti personaggi poco conosciuti dalla storia che hanno dato un contributo fondamentale, e straordianario per quel tempo, alla scienza moderna. Mai avrei pensato che le basi dell'algebra, e quindi della matematica moderna, si dovessero ad un "arretrato", per gli arretrati di oggi, musulmano, il grande Muḥammad ibn Mūsā al-Ḫwārizmī, che, con il suo "Compendio sul calcolo per completamento e bilanciamento", ci ha aperto gli occhi, e le menti, su un universo che ora regola le nostre vite.

  • Andrea Franchi

    Questo libro ci svela otto secoli di storia dell’Asia Centrale, con uno stile pulito e denso di approfondimenti culturali. I fatti storici fanno da sfondo ad un excursus culturale che impressiona per vastità e ricchezza: grandi città come Baghdad, Merv, Nishapur, Bukhara, Samarcanda, Gurganj, Herat, hanno ospitato presso le loro corti grandi pensatori (al-Kwarizmi, al-Bukhari, al-Farabi, Ferdowsi, al-Biruni, Ibn Sina, al-Ghazali, Rumi, solo per citarne alcuni) che - favoriti da un mecenatismo straordinario e durato più di tre secoli - hanno saputo produrre immensi studi in campo astronomico, matematico, medico, filosofico e religioso. L’Asia Centrale è stata una fucina che, all’apice dello splendore dei regni Abbasidi, Samanidi e Selgiuchidi, ha saputo aprirsi alle diverse culture in cui si trovava “incastonata” ed - integrandole e rielaborandole - ha prodotto opere scientifiche e letterarie che hanno saputo resistere per secoli al rischio di invecchiamento. Un testo davvero illuminante, che consiglio vivamente a chiunque sia interessato a scoprire quanto questa terra abbia saputo essere straordinaria.

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