"Nicolas non aveva sentito niente di più bello, partecipava alla canzone con l'intero corpo, e avrebbe voluto che tutta la sua vita fosse così, viaggiare sempre sul sedile davanti ascoltando quel genere di musica". Nicolas, viene mandato dalla sua famiglia in settimana bianca con la scuola. Da un lato non vorrebbe andarci, perché le numerose ansie e paure che lo attanagliano non lo rendono sereno. D'altro canto, restare a casa non è certo meglio. Evadere da due genitori, in particolar modo il padre, ansiosi, supercontrollanti e apparentemente iperprotettivi, diventa uno spiraglio tra la neve che si scioglie ai primi raggi del giorno. Nicolas parte e pur dimenticando il suo bagaglio nella macchina del padre, si porta dietro una valigia enorme; fatta di paure e certezze sopite. La fantasia lo aiuta a vivere in un mondo che immagina perfetto. Lo porta ad anticipare avvenimenti, situazioni catastrofiche, come una sorta di profezia che si autoavvera. La settimana bianca è un libro particolare. Spesso considerato semplice, noioso e persino banale. Al contrario, credo che Carrère abbia intriso questa storia di un realismo psicologico non indifferente. Disegnando una situazione di apparente semplicità, costituita in realtà da una complessità di intenti e sotterfugi. Ci presenta la famiglia come un luogo che dovrebbe essere sicuro e dal quale il protagonista preferisce fuggire, pur dovendo andare in un posto che non gli piace, con persone che non lo mettono a proprio agio. L' eccessiva attenzione genitoriale come maschera del male, che cova e rimugina su come nascondere e soffocare. Nicolas è un bambino segnato che nella luce filtrata da sotto la porta non vede una possibilità ma una prigione che lo lega per la vita. La scrittura di Carrère mi affascina, mi rapisce. È ricca di intenti, messaggi e signifcati nascosti. Apparentemente semplice, la settimana bianca è un'opera più complessa di quello che sembra.
La settimana bianca
La storia di un bambino che vive sotto il peso dei suoi incubi - e che vedrà materializzarsi il più orrendo che si possa immaginare.
"Ero solo, in una casetta in Bretagna, davanti al computer," ha raccontato una volta Emmanuel Carrère "e a mano a mano che procedevo nella storia ero sempre più terrorizzato". All'inizio, infatti, il piccolo Nicolas ha tutta l'aria di un bambino normale. Anche se allo chalet in cui trascorrerà la settimana bianca ci arriva in macchina, portato dal padre, e non in pullman insieme ai compagni. E anche se, rispetto a loro, appare più chiuso, più fragile, più bisognoso di protezione. Ben presto, poi, scopriamo che le sue notti sono abitate da incubi, che di nascosto dai genitori legge un libro, dal quale è morbosamente attratto, intitolato Storie spaventose, e che, con una sorta di torbido compiacimento, insegue altre storie, partorite dalla sua fosca immaginazione: storie di assassini, di rapimenti, di orfanità. E sentiamo, con vaga ma crescente angoscia, che su di lui incombe un'oscura minaccia - quella che i suoi incubi possano, da un momento all'altro, assumere una forma reale, travolgendo ogni possibile difesa, condannandolo a vivere per sempre nell'inferno di quei mostri infantili. Questo perturbante, stringatissimo noir è da molti considerato il romanzo più perfetto di Emmanuel Carrère - l'ultimo da lui scritto prima di scegliere una strada diversa dalla narrativa di invenzione.-
Autore:
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Traduttore:
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Collana:
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Anno edizione:2021
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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FEDERICA 30 luglio 2026Non banale
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noemi 26 luglio 2026breve ma intenso
La settimana bianca è un romanzo breve capace di creare una tensione psicologica sorprendente. Carrère costruisce un’atmosfera sempre più inquietante, in cui la suspense cresce lentamente e il lettore si ritrova a chiedersi continuamente cosa stia realmente accadendo e quanto sia frutto delle paure del protagonista. L’angoscia sale pagina dopo pagina e il confine tra realtà e immaginazione diventa sempre più sfumato.
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ChiaraB 23 luglio 2026Povero bambino
Ho provato una tenerezza costante e indicibile per Nicolas dalla prima all'ultima pagina... tutto il resto è da leggere
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